BRACCONAGGIO NEL PARCO DEGLI ORTI: RETI E TRAPPOLE OGNI GIORNO, MA NESSUNO INTERVIENE
Andrea Comparato

BRACCONAGGIO NEL PARCO DEGLI ORTI: RETI E TRAPPOLE OGNI GIORNO, MA NESSUNO INTERVIENE

 

Nel Parco degli Orti, a Chioggia, da settimane si consumerebbe una vera e propria attività sistematica di bracconaggio. Non episodi isolati, ma azioni ripetute, organizzate e – soprattutto – tollerate nel tempo.

Secondo quanto documentato, alcuni soggetti si apposterebbero quotidianamente nell’area allestendo reti, gabbie e rami cosparsi di vischio per catturare uccelli, anche appartenenti a specie protette. Le postazioni sarebbero sempre le stesse e facilmente individuabili.

Le segnalazioni, corredate da elementi precisi e localizzazioni, sarebbero già state inoltrate alle forze dell’ordine all’inizio di febbraio, coinvolgendo sia i Carabinieri sia gli organi competenti della Città Metropolitana. Nonostante questo, a distanza di settimane, l’attività sembrerebbe proseguire indisturbata.

Tra i soggetti segnalati figurerebbero anche persone già note, tra cui un uomo di 47 anni con precedenti e un altro di 62 anni, entrambi identificati. Il materiale raccolto – comprese immagini – è stato messo a disposizione delle autorità competenti.

L’area, secondo alcune testimonianze, sarebbe diventata nel tempo una sorta di “zona franca”: oltre al bracconaggio, si registrerebbero episodi di abbandono di rifiuti e, in passato, anche l’uccisione di un rapace con una freccia. Un contesto che evidenzia una mancanza di controllo e un crescente senso di impunità.

Diversi residenti conoscerebbero i responsabili, ma preferirebbero non esporsi per timore di possibili ritorsioni. Eppure, si tratta di una zona facilmente monitorabile, dove basterebbero controlli mirati per intervenire in flagranza.

La richiesta è chiara: un intervento concreto e tempestivo per fermare una pratica illegale che danneggia l’ambiente e l’intera comunità. Perché quando il territorio viene abbandonato, il conto – prima o poi – lo pagano tutti.

 


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