SPAGHETTI AL MELONE E PROSCIUTTO: L’ESTATE CHE SI ARROTOLA SULLA FORCHETTA
Michele Pigozzo

SPAGHETTI AL MELONE E PROSCIUTTO: L’ESTATE CHE SI ARROTOLA SULLA FORCHETTA

di Michele Pigozzo

Ci sono piatti che nascono da una ricetta e altri che sembrano nascere da un ricordo.

Per me melone e prosciutto appartengono alla seconda categoria.

Basta pronunciare queste due parole e immediatamente sento l’estate. Vedo una tavola apparecchiata all’aperto, il sole che comincia lentamente a scendere, una fetta di melone appena tagliata e quel prosciutto sottile, quasi trasparente, appoggiato sopra con apparente semplicità.

È uno degli incontri più conosciuti della nostra cucina: dolce e salato, morbido e sapido, succoso e asciutto.

Ma oggi provo a cambiare prospettiva.

Prendo quei sapori così familiari e li porto dentro un piatto di spaghetti.

Quando taglio il melone, il primo senso a essere conquistato è l’olfatto.

Si apre un profumo dolce, fresco, quasi floreale. La polpa è morbida, luminosa, piena di succo. Ne assaggio un piccolo pezzo e immediatamente arriva quella dolcezza che sa di sole e di giornate calde.

Poi c’è il prosciutto crudo.

Qui cambia tutto.

Il profumo diventa più intenso, la sensazione più profonda. Lo taglio a listarelle e ne lascio una parte diventare leggermente croccante in padella.

Ed è proprio in quel momento che comincia il gioco.

Da una parte il melone, morbido e delicato.

Dall’altra il prosciutto, sapido e deciso.

Metto il melone in padella e lo lascio appena incontrare il calore. Non voglio cuocerlo troppo. Voglio che conservi qualcosa della sua freschezza, della sua identità.

Una parte diventa crema.

Ed ecco forse il passaggio che più mi incuriosisce.

Quella polpa che siamo abituati a mangiare a fette si trasforma lentamente in una salsa vellutata, capace di avvolgere gli spaghetti.

Quando la pasta entra nella padella, comincio a mantecare.

La crema aderisce agli spaghetti, li rende lucidi, morbidi. Aggiungo qualche cubetto di melone lasciato fresco, una macinata di pepe nero e il profumo del basilico.

Poi arriva il prosciutto croccante.

E finalmente assaggio.

Arrotolo gli spaghetti sulla forchetta.

Il primo impatto è sorprendentemente delicato.

Sento la cremosità del melone, una dolcezza presente ma non invadente. Subito dopo arriva il pepe, che sveglia il palato.

Poi incontro un piccolo pezzo di melone fresco.

È quasi un’esplosione: succoso, profumato, estivo.

E proprio quando il palato sembra andare completamente verso la dolcezza, arriva lui.

Il prosciutto.

Sapido, leggermente croccante, intenso.

Ed ecco che il piatto trova il suo equilibrio.

Dolce e salato tornano a rincorrersi esattamente come accade nel tradizionale prosciutto e melone, ma questa volta c’è qualcosa di diverso: c’è la pasta che raccoglie questi due mondi e li porta insieme alla bocca.

Chiudo gli occhi per un momento.

E penso che questo piatto racconti perfettamente cosa significa giocare in cucina senza dimenticare la memoria.

Perché, in fondo, non abbiamo inventato nuovi sapori.

Abbiamo semplicemente preso uno degli amori estivi più antichi delle nostre tavole e gli abbiamo cambiato vestito.

E così il melone non accompagna più il prosciutto.

Il prosciutto non riposa più sopra una fetta di melone.

Questa volta si incontrano tra gli spaghetti.

E l’estate…

si arrotola lentamente sulla forchetta.

Il gusto non è ciò che assaggiamo. È ciò che resta.


NEW HOPE

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