WHATSAPP, NUOVA ONDATA DI ATTACCHI “ZERO-CLICK”: SI PUÒ ESSERE COLPITI SENZA CLICCARE NULLA
Michele Pigozzo

WHATSAPP, NUOVA ONDATA DI ATTACCHI “ZERO-CLICK”: SI PUÒ ESSERE COLPITI SENZA CLICCARE NULLA

Una nuova minaccia informatica torna a mettere in allarme gli utenti di WhatsApp.

Questa volta il rischio è particolarmente insidioso perché, in determinate circostanze, per cadere vittima dell’attacco non sarebbe necessario cliccare su un link, aprire un allegato o compiere altre operazioni. È il meccanismo dei cosiddetti attacchi “zero-click”, sui quali richiama l’attenzione la Polizia di Stato.

Le vulnerabilità segnalate riguardano versioni non aggiornate di iOS e di WhatsApp sui dispositivi Apple. In alcuni casi possono essere sfruttate senza alcuna interazione da parte del proprietario dello smartphone.

Ed è proprio questo l’aspetto che rende la minaccia diversa dalle truffe alle quali siamo ormai abituati.

Per anni abbiamo ripetuto una raccomandazione semplice: “Non cliccate sui link sospetti”. Una precauzione che rimane fondamentale, ma che da sola, di fronte a determinate vulnerabilità, può non essere sufficiente.

QUANDO IL TRUFFATORE DIVENTA UN NOSTRO CONOSCENTE

Il pericolo non termina con la compromissione dell'account.

Una volta ottenuto l'accesso, i criminali possono sfruttare l'identità della vittima per rivolgersi ai suoi contatti. A quel punto sul nostro telefono potrebbe comparire un messaggio apparentemente proveniente da un familiare, un amico o comunque da una persona che conosciamo.

La richiesta spesso punta sull'urgenza: un problema improvviso, una difficoltà, la necessità di effettuare rapidamente un pagamento.

Ed è qui che entra in gioco uno degli strumenti più efficaci utilizzati dai truffatori: la fiducia.

Se il messaggio sembra arrivare da qualcuno che conosciamo, siamo naturalmente più portati a credergli. Per questo la Polizia di Stato raccomanda di non effettuare pagamenti prima di aver verificato personalmente l'identità di chi li richiede.

Una telefonata attraverso un altro numero, un contatto mediante un dispositivo differente o, quando possibile, una verifica di persona possono essere sufficienti a smascherare il tentativo di truffa.

AGGIORNARE IL TELEFONO DIVENTA UNA QUESTIONE DI SICUREZZA

Tra le indicazioni più importanti c'è quella che spesso tendiamo a rimandare: installare gli aggiornamenti.

Sistema operativo e applicazione WhatsApp devono essere mantenuti alle versioni più recenti disponibili. Apple ha infatti rilasciato specifici aggiornamenti di sicurezza per correggere le vulnerabilità interessate e raccomanda di utilizzare le versioni aggiornate di software e applicazioni.

È inoltre opportuno entrare periodicamente nella sezione “Dispositivi collegati” di WhatsApp. Qui possiamo controllare quali computer o altri dispositivi hanno accesso al nostro account e scollegare immediatamente quelli che non riconosciamo.

La Polizia consiglia inoltre di attivare la verifica in due passaggi, limitare il download automatico di contenuti e allegati e proteggere lo smartphone attraverso codice di accesso, Touch ID o Face ID.

Anche per l'Apple Account è raccomandata l'autenticazione a due fattori.

COSA FARE SE WHATSAPP È GIÀ STATO COMPROMESSO

Se ci accorgiamo che qualcuno è riuscito ad accedere al nostro account, bisogna intervenire rapidamente.

Oltre ad avviare la procedura per recuperare WhatsApp, è importante avvisare immediatamente amici, parenti e contatti, spiegando loro di ignorare eventuali messaggi sospetti e, soprattutto, di non inviare denaro.

Perché in questi casi la vittima potrebbe non essere soltanto il proprietario dell'account violato: attraverso la sua identità possono essere colpite molte altre persone.

La tecnologia utilizzata dai criminali informatici diventa sempre più sofisticata e proprio gli attacchi “zero-click” dimostrano quanto sia importante non affidare la nostra sicurezza esclusivamente alla prudenza davanti a un messaggio sospetto.

Aggiornamenti, autenticazione a due fattori e controllo degli accessi diventano quindi parte delle normali precauzioni quotidiane.

Per dubbi e segnalazioni è possibile rivolgersi alla Polizia Postale attraverso il portale ufficiale del Commissariato di PS Online.


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