ANDARE A SCUOLA COSTA TROPPO: IL VENETO AIUTI DAVVERO LE FAMIGLIE CON PIU' FIGLI
Redazione Generale

ANDARE A SCUOLA COSTA TROPPO: IL VENETO AIUTI DAVVERO LE FAMIGLIE CON PIU' FIGLI

Settembre è il mese del ritorno a scuola. Ma insieme ai libri, agli zaini e al materiale scolastico, per migliaia di famiglie venete torna anche una spesa tutt’altro che marginale: l’abbonamento al trasporto pubblico dei figli. Guardando alle diverse province del Veneto emerge una realtà molto articolata. A Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza troviamo tariffe differenti e, soprattutto, politiche di sostegno molto diverse.

Ci sono Province e Comuni che intervengono direttamente, altri che prevedono sconti dal secondo figlio, rimborsi legati all’ISEE o agevolazioni per le famiglie numerose. Le esperienze positive non mancano. A Belluno si è scelto un abbonamento annuale a prezzo calmierato, indipendente dalla distanza percorsa. A Padova lo sconto dal secondo figlio si accompagna, per le famiglie numerose in possesso dei requisiti, a rimborsi che possono arrivare fino al 40%. Treviso e Vicenza investono risorse provinciali per abbattere le tariffe. Verona arriva a riconoscere, in determinate condizioni, la gratuità dell’abbonamento urbano dal terzo figlio. 

Anche Venezia presenta tariffe studentesche interessanti: l’annuale ACTV Rete Unica indicato per gli studenti è di 230 euro. Ma il punto non è stabilire quale provincia sia più virtuosa. La vera questione è un’altra: perché il sostegno economico a una famiglia deve dipendere dal CAP di residenza? Una coppia con tre figli che ogni mattina devono raggiungere scuola sostiene un costo che non può essere valutato semplicemente moltiplicando per tre la tariffa individuale. Perché quella spesa si aggiunge ai libri, alla mensa, allo sport, all’abbigliamento e a tutto ciò che significa crescere ed educare dei figli. È qui che dovrebbe intervenire una vera politica regionale. 

Il Veneto potrebbe costruire un sistema omogeneo di agevolazioni per il trasporto scolastico, riconoscendo non soltanto il reddito attraverso l’ISEE, ma anche il numero dei figli e quindi il reale carico familiare. Un meccanismo semplice: primo figlio tariffa ordinaria, riduzione crescente dal secondo e un sostegno molto più significativo dal terzo in poi. Non sarebbe soltanto una misura sociale. Sarebbe contemporaneamente una politica per la famiglia, per il diritto allo studio e per la mobilità sostenibile. 

Se vogliamo convincere i ragazzi a utilizzare autobus, tram, vaporetti e trasporto pubblico, dobbiamo rendere questa scelta economicamente conveniente anche per i loro genitori. Due, tre o quattro abbonamenti non possono continuare a pesare come uno moltiplicato per due, tre o quattro. Il Veneto ha già molte buone pratiche territoriali. Ora serve il passo successivo: trasformarle in una politica regionale strutturale, perché il diritto di andare a scuola alle stesse condizioni non può cambiare attraversando il confine di una provincia. 

Paolo Bonafé


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