CARO FERTILIZZANTI, AL VENETO QUASI 15 MILIONI DI EURO PER LE AZIENDE AGRICOLE
Quasi 15 milioni di euro destinati alle aziende agricole venete per fronteggiare l’aumento dei costi dei fertilizzanti.
La misura rientra nel sostegno emergenziale attivato per contrastare il rincaro dei concimi legato alla situazione geopolitica in Medio Oriente. Complessivamente, a livello nazionale, il fondo mette a disposizione 136,8 milioni di euro.
A sottolineare l’importanza dell’intervento è l’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond, coordinatore della Commissione Politiche Agricole della Conferenza delle Regioni, che parla di un aiuto concreto destinato direttamente agli agricoltori.
L’Unione europea ha assegnato all’Italia 45,6 milioni di euro attraverso la riserva di crisi, consentendo però un’integrazione nazionale fino al 200%. Con il cofinanziamento statale, la dotazione complessiva sale quindi a 136.797.600 euro.
Il sostegno è rivolto in particolare alle aziende che coltivano cereali, mais, foraggere non leguminose, barbabietola da zucchero, girasole, colza, olivo e nocciolo, vale a dire le colture maggiormente penalizzate dall’aumento dei costi delle concimazioni.
Gli aiuti saranno calcolati sulla base delle superfici coltivate, con importi che vanno da 25 euro per ettaro per l’olivo fino a 64 euro per ettaro per il mais da granella.
Uno degli aspetti evidenziati dalla Regione riguarda la semplificazione burocratica: gli agricoltori non dovranno presentare una nuova domanda. Il contributo sarà infatti riconosciuto sulla base della Domanda unica PAC 2026 già presentata.
Secondo le stime sulla ripartizione territoriale, al Veneto dovrebbero arrivare quasi 15 milioni di euro.
Una cifra importante, pur non sufficiente a compensare completamente l’aumento dei costi. Il documento ISMEA richiamato dalla Regione stima infatti in oltre 396 milioni di euro i maggiori costi sostenuti a livello nazionale per le concimazioni a base di azoto, fosforo e potassio.
Per Bond, l’intervento rappresenta quindi un primo sostegno concreto, ma resta necessario continuare a lavorare per evitare che l’aumento strutturale dei costi di produzione comprometta la competitività dell’agricoltura veneta.
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