VENDEMMIA 2026: MENO UVA, MA QUALITA' ECCELLENTE
Redazione Generale

VENDEMMIA 2026: MENO UVA, MA QUALITA' ECCELLENTE

La vendemmia 2026 ci consegna un’immagine che racconta bene le contraddizioni del cambiamento climatico: si raccoglie prima, si produce un po’ meno, ma nei vigneti del Veneziano la qualità dell’uva è ottima. Un risultato tutt’altro che scontato dopo un’estate torrida, caratterizzata da temperature che in agosto hanno superato frequentemente i 37 gradi, con punte di 39-40, e da notti nelle quali il termometro non è sceso sotto i 25 gradi. 

Condizioni eccezionali che hanno modificato anche il calendario della campagna. La vendemmia è iniziata attorno a Ferragosto e, in alcuni casi, già il 10 agosto. Date che fino a qualche anno fa sarebbero sembrate decisamente fuori stagione e che oggi rischiano invece di diventare sempre più normali. Eppure la vite ha dimostrato ancora una volta una straordinaria capacità di adattamento. Le uve raccolte presentano infatti un eccellente stato fitosanitario, ottime gradazioni zuccherine e prospettive molto interessanti per la qualità dei vini.

La scarsità delle piogge, se da una parte ha provocato stress idrico, dall’altra ha limitato lo sviluppo delle malattie fungine. Il prezzo da pagare è però nella quantità. Siccità, caldo e grandinate a macchia di leopardo hanno ridotto le rese rispetto al 2025. I vigneti privi di irrigazione sono stati inevitabilmente quelli maggiormente penalizzati.

Nel Veneto orientale Pinot Grigio e Chardonnay registrano riduzioni comprese tra l’1 e il 3%, mentre Merlot e Cabernet segnano una crescita intorno al 3%. Nel complesso, dunque, il comparto ha tenuto. Ed è una buona notizia per un territorio nel quale la viticoltura rappresenta non soltanto un’attività agricola, ma economia, occupazione, paesaggio, cultura e identità.

Ma proprio questa vendemmia deve farci guardare oltre il risultato positivo dell’annata. Non possiamo continuare ad affrontare siccità e temperature estreme come emergenze occasionali. Se estati con 40 gradi e vendemmie sempre più anticipate diventeranno una realtà ricorrente, servirà una politica dell’acqua completamente diversa. Significa realizzare invasi e bacini multifunzionali, migliorare le reti irrigue, ridurre le dispersioni e creare sistemi capaci di conservare l’acqua quando è disponibile per utilizzarla nei periodi di maggiore siccità.

Perché la vite può adattarsi, ma non possiamo pretendere che lo faccia all’infinito senza accompagnare questo processo. La vendemmia 2026 ci regala quindi una buona notizia: meno quantità, certamente, ma uve sane e di qualità eccellente, premessa per vini che potrebbero riservare grandi soddisfazioni. Allo stesso tempo ci lascia un messaggio molto chiaro. Il cambiamento climatico sta già modificando i tempi dell’agricoltura. Ora spetta a noi modificare, con la stessa rapidità, le nostre strategie.

Paolo Bonafé


PASSAPAROLA

Nessun commento presente.

Non è nostra intenzione schedare o rintracciare in qualche modo chi commenta anonimamente; anzi lasciamo in tal senso la massima libertà al lettore di non declinare le proprie generalità, restando però nell'ambito del buon gusto e della corretta educazione nel commentare senza offendere alcuno.
Siamo certi di essere compresi in questa esigenza, e per questo Chioggia Azzurra ringrazia.

Si informa che nessun dato sensibile, che possa far ricondure all'indetificazione della persona, viene memorizzato e trattato in modo elettronico.