I SENTIERI DEL TARTUFO DEI COLLI BERICI: UNA GIORNATA DI SUCCESSO TRA NATURA, PASSIONE E SAPORI D’AUTUNNO
Michele Pigozzo

I SENTIERI DEL TARTUFO DEI COLLI BERICI: UNA GIORNATA DI SUCCESSO TRA NATURA, PASSIONE E SAPORI D’AUTUNNO

di Michele Pigozzo

Ad Arcugnano, nella cornice del Lago di Fimon, grande partecipazione all’inaugurazione del progetto promosso dall’Associazione Tartufai Colli Berici in collaborazione con Veneto Agricoltura. Dalla presentazione della mappa alla cerca con il cane, fino ai racconti gastronomici e ai sapori della tradizione.

 

Ci sono giornate in cui un territorio riesce a raccontarsi attraverso i suoi profumi, i suoi paesaggi e soprattutto le persone che lo amano. Giornate nelle quali la passione diventa contagiosa e un piccolo tesoro nascosto sotto terra riesce a riunire tante persone attorno a un progetto comune.

È quanto accade domenica 18 ottobre 2026 a Casa Roberta, ad Arcugnano, nella suggestiva zona del Lago di Fimon, dove si inaugura ufficialmente il progetto “I Sentieri del Tartufo dei Colli Berici”.

L'iniziativa, promossa dall'Associazione Tartufai Colli Berici APS, presieduta da Marco Mutta, in collaborazione con Veneto Agricoltura, si rivela un grande successo, trasformando una mattinata autunnale in un'occasione di incontro, conoscenza e valorizzazione del territorio.

UN TERRITORIO CHE GUARDA AL FUTURO

Il progetto nasce per valorizzare il patrimonio tartufigeno dei Colli Berici, promuovendo la biodiversità, la tutela ambientale e nuove opportunità di turismo naturalistico ed esperienziale.

Non semplici sentieri, dunque, ma percorsi di scoperta nei quali il visitatore può entrare in contatto con la natura e conoscere un prodotto prezioso, profondamente legato all'equilibrio dell'ambiente.

La mattinata è accompagnata da interventi interessanti e appassionanti, nei quali emerge soprattutto un messaggio: il territorio cresce quando le persone imparano a fare squadra, riconoscendo nelle proprie tradizioni un patrimonio da custodire e condividere.

GUERRINO E LA MAPPA: IL PROGETTO PRENDE FORMA

Uno dei momenti più significativi arriva quando Guerrino illustra la mappa dei Sentieri del Tartufo dei Colli Berici.

È un passaggio importante, perché ciò che fino a quel momento viene raccontato attraverso parole e progetti diventa qualcosa di concreto.

La mappa non rappresenta soltanto una rete di percorsi, ma un invito a scoprire il territorio con occhi diversi, seguendo le tracce di una tradizione che unisce il tartufo alla conoscenza della natura.

L'illustrazione cattura l'attenzione dei presenti e restituisce il significato dell'iniziativa: trasformare la ricchezza dei Colli Berici in un'esperienza da vivere e condividere.

IL CANE DA TARTUFO CONQUISTA IL PUBBLICO

Particolarmente coinvolgente è la dimostrazione di cerca del tartufo con il cane.

Osservare l'intesa tra il conduttore e il suo compagno a quattro zampe è uno spettacolo affascinante. Ogni movimento racconta un lavoro fatto di pazienza, esperienza e fiducia reciproca.

Il pubblico segue con curiosità, scoprendo quanto impegno e quanta conoscenza dell'ambiente si nascondano dietro questa antica pratica.

Un momento capace di divertire e appassionare, ma anche di ricordare l'importanza di preservare una tradizione profondamente legata alla cultura del territorio.

QUANDO LE LASAGNE RACCONTANO L'AUTUNNO

Tra i momenti che ricordo con maggiore piacere c'è anche il mio intervento, dedicato a un piatto che racchiude tutto il fascino della stagione: le lasagne al ragù bianco di cortile e tartufo.

Raccontare la cucina, per me, non significa semplicemente elencare ingredienti o descrivere una ricetta. Significa dare voce ai ricordi, ai profumi e alle emozioni che ogni preparazione porta con sé.

E così il mio intervento diventa un viaggio divertente e appassionante tra l'aia e il bosco, tra la tradizione contadina e il profumo del tartufo.

Immagino l'aia che si avvicina alla cucina, le giornate che si accorciano, il forno acceso e il ragù che cuoce lentamente.

Le carni di cortile regalano delicatezza, la besciamella avvolge le sfoglie con morbidezza e il tartufo completa il racconto con il suo profumo inconfondibile.

È l'incontro tra due mondi: quello della cucina di famiglia e quello della natura.

Non manca qualche momento di sana allegria, perché il gusto sa anche far sorridere e il racconto gastronomico diventa ancora più coinvolgente quando riesce a creare complicità con chi ascolta.

Le lasagne diventano così molto più di un piatto: sono il simbolo di una cucina che parte dalla terra, attraversa la memoria e arriva al cuore.

UN BUFFET RICCO DI SAPORI

E dopo le parole, arriva il momento degli assaggi.

Il buffet è ricco, gustoso e particolarmente apprezzato, con preparazioni capaci di interpretare la stagione autunnale attraverso tradizione e creatività.

Dalla coppetta di parmigiana scomposta alle crespelle ai porri e tartufo, fino alle polpettine bianche accompagnate da verdurine o funghi, ogni proposta contribuisce a rendere piacevole il momento conviviale.

E naturalmente non mancano le lasagne al ragù bianco di cortile e tartufo, protagoniste anche del mio racconto.

Un'occasione per ritrovare nei piatti il significato più autentico della giornata: valorizzare ciò che la nostra terra sa offrire, trasformandolo in un'esperienza da condividere.

UN SUCCESSO CHE È SOLTANTO L'INIZIO

L'inaugurazione dei Sentieri del Tartufo dei Colli Berici lascia una piacevole sensazione di entusiasmo.

Il lavoro dell'Associazione Tartufai Colli Berici e la collaborazione con Veneto Agricoltura rappresentano un passo significativo verso una valorizzazione del territorio che unisce natura, cultura, gastronomia e accoglienza.

Ripenso agli interventi, alla presentazione della mappa, alla bravura del cane da cerca, ai sorrisi e ai sapori del buffet.

E mi rimane una convinzione: i Colli Berici hanno ancora moltissime storie da raccontare. E il tartufo può diventare una delle voci più affascinanti di questo racconto.

Perché il valore di un territorio non si misura soltanto attraverso ciò che produce, ma soprattutto attraverso la passione di chi sceglie di custodirlo e farlo conoscere.

«Il gusto non è ciò che assaggiamo. È ciò che resta.»

Michele Pigozzo


PASSAPAROLA

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