MESTRE, ALLA SCOPERTA DELLA VENEZIA MILITARE: I FORTI DIMENTICATI CHE RACCONTANO OLTRE UN SECOLO DI STORIA
Andrea Comparato

MESTRE, ALLA SCOPERTA DELLA VENEZIA MILITARE: I FORTI DIMENTICATI CHE RACCONTANO OLTRE UN SECOLO DI STORIA

Non soltanto gondole e calli: alle porte di Venezia esiste un patrimonio di fortificazioni che racconta un passato militare ancora tutto da scoprire.

Ci sono luoghi che attraversiamo senza conoscerne davvero la storia. Eppure, a pochi chilometri da casa, esistono testimonianze capaci di riportarci indietro di oltre un secolo, tra architetture militari, strategie difensive e trasformazioni del territorio.

È quanto emerge da un mio itinerario fotografico alla scoperta del Campo Trincerato di Mestre, una rete di fortificazioni realizzata per proteggere Venezia anche sul fronte terrestre.

Da Forte Marghera, con le sue origini napoleoniche, ai forti Gazzera, Carpenedo e Tron, fino alle batterie corazzate costruite nei primi anni del Novecento, ogni struttura conserva tracce di un passato che merita di essere conosciuto e valorizzato.

Un sistema difensivo articolato, composto da forti, polveriere, postazioni d'artiglieria e altre opere militari, che testimonia l'evoluzione delle strategie belliche e il ruolo strategico assunto dalla terraferma nella protezione della città lagunare. A Campalto, inoltre, la presenza di aeroplani e dirigibili testimonia i cambiamenti che stavano trasformando il modo di concepire la difesa.

Oggi diversi forti sono accessibili al pubblico e rappresentano un'opportunità per riscoprire una Venezia meno conosciuta, lontana dagli itinerari turistici più frequentati. Un patrimonio che può diventare anche occasione di approfondimento culturale, educazione storica e promozione del territorio.

Raccontare questi luoghi attraverso la fotografia significa restituire visibilità a una memoria spesso trascurata, invitando cittadini e visitatori a guardare con occhi nuovi ciò che li circonda.

E voi conoscevate la storia degli ex Forti di Mestre? Vi piacerebbe che questo patrimonio fosse valorizzato attraverso itinerari fotografici e percorsi dedicati? Scrivete nei commenti le vostre idee e diteci cosa ne pensate: la riscoperta del territorio comincia anche dal confronto con chi lo vive ogni giorno.


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