IN SELLA ALLA SCOPERTA DEL VENETO: 100 CHILOMETRI TRA CASTELLI, COLLINE DEL PROSECCO E SAPORI CHE RACCONTANO UNA TERRA
Benedetto Tessitore

IN SELLA ALLA SCOPERTA DEL VENETO: 100 CHILOMETRI TRA CASTELLI, COLLINE DEL PROSECCO E SAPORI CHE RACCONTANO UNA TERRA

Non serve andare lontano per sentirsi in viaggio. Basta accendere la moto, lasciarsi alle spalle la città e imparare a guardare ciò che abbiamo sempre avuto sotto gli occhi.

Il mio viaggio comincia a Treviso. Casco allacciato, motore acceso e una missione: raccontare il Veneto meno scontato, quello che si nasconde tra strade secondarie, borghi antichi, castelli e sapori capaci di raccontare un’intera comunità.

Prima destinazione: la Strada del Prosecco e dei Vini dei Colli Conegliano-Valdobbiadene. Un itinerario che promette storia, paesaggi e tradizioni, da attraversare con la curiosità di chi non si accontenta di guardare, ma vuole capire.

Prima di Conegliano, però, mi fermo sul Piave, a Ponte della Priula. Due ponti attraversano il fiume, uno ferroviario e uno stradale. Qui la storia pesa ancora, e la memoria della Grande Guerra sembra riaffiorare dall’acqua.

Poi il Castello di San Salvatore, a Susegana: colline che si rincorrono, orizzonti che si aprono e quella sensazione di essere finiti dentro una cartolina che non ha bisogno di filtri.

A Conegliano mi perdo tra i portici di Contrada Grande, il Duomo e il colle del Castello. Da qui la strada diventa un racconto: il Molinetto della Croda, a Refrontolo, con la sua architettura rurale incastonata nella roccia; Villa Brandolini a Solighetto; l’Abbazia di Follina; l’imponente Castelbrando a Cison di Valmarino; fino all’Abbazia di Santa Bona a Vidor e alle colline di Valdobbiadene.

E poi ci sono i sapori: il Refrontolo DOCG, con il suo rosso intenso, e il Cartizze, eccellenza delle colline del Prosecco, tra vigneti e antiche casere. Un patrimonio da scoprire senza fretta, lasciandosi guidare dalla curiosità e dalle tradizioni locali.

Poco più di cento chilometri in moto, ma una quantità di storie impossibile da misurare sul contachilometri.

Perché viaggiare non significa soltanto raggiungere una destinazione. Significa imparare a conoscere la terra in cui viviamo, una curva, una fotografia e una scoperta alla volta.

E adesso la domanda la giro a voi.

Quali luoghi, borghi, tradizioni o prodotti tipici del Veneto meriterebbero di entrare in questo viaggio? E soprattutto, che cosa ne pensate di questo progetto che unisce moto, fotografia e scoperta del territorio?

Scrivetelo nei commenti: le vostre idee potrebbero diventare le prossime tappe di questo viaggio.


IL GIARDINO DELLA LEPRE

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