MAPPATURA DEI NEI FUORI DAI LEA: A RISCHIO LA PREVENZIONE GRATUITA
Redazione Generale

MAPPATURA DEI NEI FUORI DAI LEA: A RISCHIO LA PREVENZIONE GRATUITA

 Venezia, 18 agosto 2025 –
Con l’entrata in vigore del nuovo nomenclatore tariffario nazionale dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), la cosiddetta “mappatura sistematica dei nei” non è più una prestazione gratuita coperta dal Servizio Sanitario Nazionale. La Regione Veneto si è adeguata alla nuova normativa, chiarendo che si tratta di una decisione nazionale, non di una scelta regionale.

SOLO IN CASO DI SOSPETTO: COSA CAMBIA PER I CITTADINI

Secondo la nuova regolamentazione, la visita dermatologica con ticket rimane accessibile, ma solo per i casi sospetti: chi nota un neo anomalo o una lesione cutanea potrà rivolgersi al proprio medico di base, che valuterà se prescrivere un controllo specialistico.

Il problema, tuttavia, è di fondo: privare della possibilità di effettuare un controllo di prevenzione gratuito significa esporre a rischi evitabili un’intera fascia della popolazione, in particolare le persone più fragili o economicamente svantaggiate.

L'INIZIATIVA POLITICA

Per questo motivo, l'onorevole Elena Bonetti ha annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare al Governo, chiedendo misure correttive anche nei confronti della Regione Veneto, affinché ovunque in Italia sia garantito l’accesso a esami preventivi e diagnostici salvavita.

LA PAROLA AGLI ESPERTI

Nel frattempo, il dibattito scientifico è acceso. Il dottor Alessandro Gatti, direttore di Dermatologia dell’Ulss 2 di Treviso, osserva che:

“La mappatura sistematica dei nei non ha dimostrato efficacia comparabile agli screening oncologici consolidati come quelli per mammella, colon-retto e cervice uterina. Non serve uno screening di massa, ma un’individuazione mirata”.

Un invito che rafforza il concetto di autovalutazione consapevole: secondo Gatti, il 70% dei melanomi viene notato dal paziente stesso o da un familiare.

Sulla stessa linea il dottor Luca Vecellio, che avverte:

“Più visite e più asportazioni non significano automaticamente meno mortalità. Il rischio dell’overdiagnosi è reale”.

LA PREVENZIONE NON DEVE DIPENDERE DAL REDDITO

Resta una verità innegabile: la prevenzione non può essere un lusso riservato a chi può permetterselo. Le istituzioni hanno il dovere di garantire equità di accesso e di non arretrare sul fronte della salute pubblica.

 


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