EUROPA, L’ORA DELLE SCELTE DECISIVE: NON BASTA PIU LA MONETA UNICA
Redazione Generale

EUROPA, L’ORA DELLE SCELTE DECISIVE: NON BASTA PIU LA MONETA UNICA

L’intervento di Mario Draghi al Meeting di Rimini riporta con forza il tema del futuro dell’Unione Europea al centro del dibattito politico. L’ex presidente della BCE ha ricordato come l’Europa rischi di rimanere spettatrice dei grandi scenari internazionali se non saprà superare i suoi limiti strutturali, a partire dall’assenza di una vera politica comune.

Il progetto europeo non può ridursi alla moneta unica: l’euro, da solo, non basta a garantire prosperità, stabilità e autorevolezza internazionale. Per contare davvero nello scenario globale, l’Unione ha bisogno di dotarsi di strumenti condivisi in tre ambiti fondamentali: finanza, difesa e commercio.

Sul piano finanziario, non è più rinviabile la creazione di una politica economica comune che accompagni la moneta unica. Oggi i 27 Stati membri operano con bilanci e regole di spesa spesso divergenti, con il risultato di frammentare la capacità d’azione dell’Unione. Una politica fiscale e finanziaria europea unica, invece, permetterebbe investimenti strategici comuni, più solidità e maggiore protezione dai rischi globali.

Anche la difesa non può restare un mosaico di 27 eserciti nazionali, con duplicazioni di spese e inefficienze. In un mondo attraversato da guerre e tensioni geopolitiche, serve un comando unico europeo, in grado di coordinare forze e risorse, andando oltre la dipendenza dalla NATO. Un’Europa capace di difendersi in autonomia rafforzerebbe non solo la sicurezza interna, ma anche la credibilità internazionale del continente.

Infine, il fronte commerciale. L’Europa ha bisogno di una politica commerciale davvero unitaria, che non si limiti agli accordi di libero scambio, ma sappia anche tutelare le specificità produttive, le eccellenze agricole e le filiere industriali strategiche dei 27 Paesi. La forza dell’Europa deve essere quella di parlare con una sola voce nei mercati globali, difendendo le proprie primizie e valorizzando la qualità che la contraddistingue.

Il messaggio di Draghi, dunque, è chiaro: per non rassegnarsi a un ruolo marginale, l’Unione deve compiere il salto di qualità verso una vera Unione politica. Solo così la moneta unica diventerà davvero lo strumento di una comunità che cresce insieme, unita da regole, obiettivi e valori condivisi.

Oggi l’Europa è di fronte a un bivio: restare un gigante economico con piedi d’argilla politica, o diventare finalmente un attore globale capace di guidare i cambiamenti.

Paolo Bonafé


PIAZZAGRANDE

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