VENEZIA, TAGLI E TRASFERIMENTI NELLE SCUOLE: SCOPPIA LA PROTESTA AMES
Redazione Generale

VENEZIA, TAGLI E TRASFERIMENTI NELLE SCUOLE: SCOPPIA LA PROTESTA AMES

Venezia, 7 settembre 2025 – Il clima nei servizi educativi comunali di Venezia è sempre più teso. I lavoratori di AMES, la partecipata che gestisce mense, nidi e scuole dell’infanzia comunali, denunciano tagli, trasferimenti forzati e carichi di lavoro non regolamentati, puntando il dito contro le scelte della Giunta Brugnaro. Secondo l’Amministrazione, i 18 lavoratori aggiuntivi che fino allo scorso anno affiancavano le classi con bambini con bisogni educativi speciali “non servono” e le loro mansioni possono essere assorbite da insegnanti di sostegno e operatori socio-sanitari. Ma in realtà – denunciano i lavoratori – né gli insegnanti né gli OSS sono stati potenziati. Al contrario, oltre 500 mila euro, che fino a poco tempo fa erano destinati a queste figure, sono stati tagliati dal bilancio dei servizi educativi. Una riduzione costante di personale Il caso di quest’anno si inserisce in un trend più lungo. Secondo i dati forniti, il personale AMES è passato da circa 284 unità nel 2015 a 238 nel 2024, con una perdita netta di una cinquantina di posti in meno di dieci anni. Un’emorragia silenziosa che ora rischia di compromettere seriamente l’offerta educativa cittadina. Trasferimenti forzati e nuove mansioni non definite La Giunta sostiene che non ci siano stati trasferimenti coatti, ma solo “una redistribuzione in base alle graduatorie”. Tuttavia, i numeri raccontano un’altra storia: quasi 160 dipendenti sarebbero stati spostati d’ufficio, lontano dalle loro sedi abituali, con conseguente rottura dei rapporti costruiti negli anni con colleghi, famiglie e soprattutto con i bambini. Inoltre, diversi lavoratori riferiscono di essere stati chiamati a svolgere compiti aggiuntivi non specificati, una sorta di mansioni “jolly” che gravano sul personale senza adeguato riconoscimento né definizione contrattuale. Sindacati e politica al fianco dei lavoratori La protesta, che culminerà il 10 settembre in Prefettura, vede il sostegno di sindacati e forze politiche di opposizione. «Non si tratta di efficienza o razionalizzazione – si legge in una nota diffusa da esponenti politici locali – ma di tagli mascherati che colpiscono i lavoratori, i bambini e le famiglie». Il rischio, denunciano i rappresentanti dei lavoratori, è che la qualità dei servizi venga compromessa e che il principio stesso di inclusione scolastica venga meno. Una partita che riguarda l’intera città La questione AMES non è solo una vertenza sindacale: tocca direttamente centinaia di famiglie veneziane che usufruiscono quotidianamente di nidi e scuole comunali. La riduzione del personale e l’incertezza sull’organizzazione del lavoro si riflettono sulla qualità del servizio, con ripercussioni immediate sulla vita dei bambini e dei genitori. La Prefettura sarà ora chiamata a un ruolo di mediazione, ma la tensione resta alta. Settembre si apre dunque con un nuovo fronte di scontro sociale a Venezia, in un settore – quello educativo – che avrebbe invece bisogno di stabilità e investimenti. Paolo Bonafé
 


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