LIDO DI VENEZIA, IL PROBLEMA NON E' SOLO LA VELOCITA'
Redazione Generale

LIDO DI VENEZIA, IL PROBLEMA NON E' SOLO LA VELOCITA'

Troppi incidenti su un’isola lunga appena 12 chilometri non possono essere liquidati con il semplice mantra del “ridurre la velocità”. Certo, l’alta velocità è una causa grave e va affrontata, ma c’è un altro elemento che in questi anni è stato sottovalutato: i restringimenti stradali.

Le scelte urbanistiche che hanno stretto le carreggiate non hanno risolto i rischi, anzi in diversi casi li hanno aggravati. Alcuni incidenti sono avvenuti nel tentativo di superare autobus fermi alle fermate, o a causa del posizionamento delle strisce pedonali subito dietro una fermata: soluzioni che riducono visibilità e margini di sicurezza.

L’idea di restringere ulteriormente via Sandro Gallo per ricavare una pista ciclabile rischia di trasformarsi in un nuovo problema:

  • cordoli di cemento che diventano un ostacolo fisico e pericoloso in caso di manovre di emergenza;

  • spazi ridotti che aumentano le situazioni di conflitto tra auto, bus e bici;

  • una “finta” sicurezza ciclabile che non elimina i rischi ma li sposta.

Il Lido conta circa 8.000 veicoli per 16.000 abitanti, metà dei quali sono Suv: restringere le carreggiate senza ripensare complessivamente la mobilità significa solo comprimere il traffico e aumentare le situazioni critiche.

Le vere priorità dovrebbero essere:

  • un piano organico di sicurezza stradale, non soluzioni spot;

  • maggiori controlli delle pattuglie e rispetto rigoroso dei limiti esistenti;

  • studio di fermate e attraversamenti più sicuri, con visibilità adeguata;

  • coinvolgimento di cittadini e comitati nelle scelte urbanistiche.

Il Lido non può permettersi altri anni di sperimentazioni sbagliate: serve una visione equilibrata che concili sicurezza, mobilità sostenibile e vivibilità dell’isola, senza trasformare le strade in un percorso a ostacoli.

Paolo Bonafé


PERINI CUCINE

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